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Linkedin ha acquisito SlideShare

 
Martina Oliva
5 maggio 2012
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Quella che LinkedIn ha messo a segno nel corso delle ultime ore va senza alcun dubbio a configurarsi come un’acquisizione di particolare rilievo con la quale, d’ora in avanti, il social network dedicato al mondo del lavoro potrà mettere a disposizione di tutti i suoi utenti un noto servizio dedicato alla produttività.

Infatti, per la modica cifra di 119 milioni di dollari (per l’esattezza 118,75) LinkedIn ha effettuato l’acquisizione di SlideShare, ovvero quello che va a configurarsi come uno tra i riferimenti internazionale per la condivisione di presentazioni, di analisi e di contenuti di varia tipologia, così come annunciato sui blog ufficiali sia dell’una che dell’altra società coinvolta.

L’acquisizione è stata effettuata sfruttando una formula mista di pagamento: al 45% in denaro cash ed al 55% in azioni.

L’acquisizione di SlideShare, così come sottolineato dagli stessi portavoce di LinkedIn, permetterà, grazie alle risorse rese disponibili, di scoprire nuove persone attraverso i contenuti e nuovi contenuti attraverso le persone inserendo all’intero del social network un elemento chiave in grado di mettere in connessione sia l’una che l’altra parte.

Il processo di acquisizione ed il progetto appena descritto sono stati riassunti ed illustrati da LinkedIn mediante un’apposita presentazione condivisa, appunto, su SlideShare.

L’acquisizione, stando a quanto reso noto, non andrà ad influire in alcun modo su quella che è l’attuale attività di SlideShare ma consentirà all’intera comunity di LinkedIn di poterne fare un utilizzo “potenziato” rispetto al passato anche se, al momento, le modalità non sono state ancora ben definite.

Il processo di acquisizione, comunque, è stato ben accettato da entrambe le parti e nello specifico il team di SlideShare ha espresso particolare soddisfazione poiché d’ora in avanti la comunity potrà usufruire di un maggior grado di supporto andnado ad assumere, al contempo, maggiore rilevanza.

A questo punto non resta nient’altro da fare se non attendere il verdetto degli utenti.

Via | TechCrunch

 

 

 

 

 

 

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