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  • 01
  • feb
  • 2012

Facebook lo utilizzano anche in carcere

Di Francesco Russo, in Facebook.

 

Questa notizia ha veramente dell’incredibile. Grazie ad un’indagine della rivista britannica Daily Mail è scoppiato l’allarme riguardo all’utilizzo che viene fatto di Facebook dal carcere. Ebbene sì, sembrerebbe che i criminali riescano a continuare a minacciare le proprie vittime e i propri nemici tramite il noto social network. Il mondo non finirà mai di stupirci. Ma lo stalking via Facebook sembra essere un fenomeno molto preoccupante. Minacce e intimidazioni hanno modo di veicolare attraverso la rete. Ma non solo. I detenuti riescono anche a sentire i propri familiari, a continuare a gestire le proprie attività illecite a distanza.

 

Insomma, adesso non c’è più bisogno del solito incontro in carcere fatto di parole in codice e messaggi cifrati. Ovviamente non è che tutti i detenuti hanno accesso ad Internet e possono costruirsi un profilo Facebook. È stato scoperto, però, che ben 350 di questi sono riusciti a portare con sé in carcere degli smartphone. E grazie a delle intercettazioni sono stati scoperti, ma in ogni caso si pensa che ce ne siano molti altri ancora “in libertà”. La maggior parte dei detenuti ha dato vita a profili falsi, mentre altri hanno addirittura caricato delle proprie fotografie abbastanza insolenti. I soggetti che, purtroppo, ne pagano di più di questa situazione sono le vittime.

 

 

Infatti, oltre al danno che hanno già subito in precedenza, si ritrovano nuovamente coinvolti in una situazione losca che li tortura. È per questo che alcune associazioni hanno proposto di combattere questa situazione tutelando le vittime con una politica più restrittiva per i social network. Per esempio, l’organizzazione Victim Support condotta da Javed Khan ha dichiarato che:

 

Il fatto che i criminali possano usare Facebook dalla prigione trasforma la loro pena in una presa in giro. È una questione di “oltre il danno anche la beffa”, quando lo usano per minacciare vittime e testimoni.

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