La censura selettiva è la nuova politica di Twitter

La notizia è giunta pochi giorni fa dal blog ufficiale del noto social network. Twitter ha deciso di imporre per determinati messaggi (tweet) un controllo e una censura del contenuto laddove questo possa risultare lesivo delle altrui culture, etnie o qualsivoglia situazione. In alcuni Paesi del mondo, quindi, come dichiarato dal comunicato stampa ufficiale, ci sarà la possibilità di censurare dei tweet, ma non saranno cancellati in tutto il mondo. La filosofia di Twitter è sempre stata: il tweet deve essere libero di fluire. Il concetto stesso di social network si basa sulla libertà di espressione, che, però, come dichiarato anche nel comunicato, porta con sé delle responsabilità e dei limiti.
Quindi, Twitter si aprirà a questa novità restando di fondo se stesso. Non cambierà di certo il valore fondamentale dell’azienda, ovvero quello di difendere e rispettare la voce di ciascun utente, perché “the tweets must flow”. Purtroppo, questa scelta del social network di censurare determinati contenuti non è stata accettata di buon grado dal popolo del Web. La scelta effettuata da Twitter non è affatto semplice, perché poteva comportare un grande rischio di immagine per l’azienda che in ogni caso si è comportata con una trasparenza invidiabile.
La censura, si sa, regna sovrana in determinati Paesi. Ma il social network sa quello che fa. E, infatti, per garantire una comunicazione solida e chiara con il proprio pubblico ha messo a disposizione in tempo reale su Chilling Effects tutto ciò che avviene in merito alla censura. Potrete visionare tutto ciò che è accaduto fino ad ora da questo link , ma al momento sono riscontrabili soltanto infrazioni del copyright e nulla di grave. Ma la vera forza di Twitter è che la libertà di espressione continua ad essere la principale protagonista.
Infatti, bisogna precisare, per coloro i quali hanno subito protestato contro la scelta aziendale, che ogni qual volta si presenterà un contenuto censurato questo sarà evidenziato in un box grigio, con l’indicazione del Paese che ha deciso di censurarlo e la possibilità di risalire al tweet originale. Inoltre, per i più curiosi si potrà anche risalire alla sentenza giudiziaria che ha provocato la censura del messaggio.
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Le censure di Twitter sono una pessima notizia per gli attivisti dei diritti umani di tutto il mondo. E’ anche vero che Twitter ha il coraggio di dichiarare quello che ha intenzione di fare, mentre Microsoft, con il suo motore di ricerca Bing, già da tempo fa molto di peggio (link: Twitter e Bing a servizio della censura), senza dirlo e senza che si siano sollevate molte proteste… Perché?