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  • 01
  • feb
  • 2010

Boss galeotto comandava da Facebook

Di Francesco Russo, in Facebook.

Facebook in prigione

 

 

Non solo più i pizzini per comunicare, ma dal carcere, il boss, riusciva ancora a dare ordini e far fare intimidazione contro i suoi rivali. Come? Utilizzando Facebook. E’ la storia di uno dei più pericolosi boss del Regno Unito, Colin Gunn, che è stato condannato a 35 anni di pena per “associazione a delinquere finalizzata all’omicidio”. La sua cella a Long Lartin, una prigione di massima sicurezza situata nel piccolo villaggio di South Littleton nella contea del Worcestershire, era dotata però di un confortevole account di Facebook che permetteva al “boss” di comandare anche da “dentro”.

 
Il Sunday Times è stato il mezzo per smarscherare il delinquente che aveva avuto questa concessione dal direttore del carcere, Ferdie Parker. Tutte le storie sono state seguite dal quotidiano inglese che ha fatto si che il suo account fosse chiuso.

 

I numeri erano però interessanti. Il “cattivo” dei 42 anni, aveva ben 565 amicizie e negli ultimi aggiornamenti di stato, aveva anche commissionato l’omicidio di due coniugi inglesi. L’avvocato da parte sua, ha dichiarato che Internet fosse un suo diritto e di conseguenza, l’oscuramento della sua pagina è illegale. Per porre fine a questa diatriba ha dovuto intervenire Jack Straw, ministro della Giustizia inglese, che ha ribadito con forza che l’uso dei social network è proibito a tutti i detenuti rinchiusi nei penitenziari britannici ed irlandesi.

 
Ebbene questo scempio di superficialità delle carceri inglesi ha fatto si che molti criminali continuassero ad appoggiare i detenuti che avevano la possibilità di scrivere sul web. Uno status molto particolare di uno di essi è stato: “Un giorno tornerò a casa. Non vedo l’ora di guardare negli occhi alcune persone e vedere quanta paura hanno di me“.

Tutto il mondo ha commentato questi eventi e buona parte delle persone intervistate hanno dichiarato che l’utilizzo di social network andrebbe vietato perchè i mezzi di comunicazione in mano a determinate persone sono dannosi.

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Commenti:

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